Raddoppio ferroviario: il poco che c’è, il tanto che manca

San Giovanni Teatino vive giorni di effervescenza politica, data da una situazione in cui l’appello alla cittadinanza resta l’ultimo baluardo per chiedere la modifica di un’opera che, così com’è, dovrebbe comportare un peggioramento della qualità della vita nel comune di San Giovanni Teatino. Il progetto di RFI per il raddoppio ferroviario della tratta Pescara – Roma vede, nel tratto sangiovannese, l’innalzamento di barriere antirumore lungo tutto il tracciato a tutela delle costruzioni nei pressi della ferrovia e la costruzione di un sovrappasso o sottopasso spostato dal centro per consentire un’ulteriore via di spostamento e smistamento traffico fra l’ex Tiburtina e via Cavour. L’amministrazione di San Giovanni Teatino, di contro, chiede l’interramento, reputato da RFI non fattibile. “Il progetto è ormai commissariato, l’opera è una grande opportunità per il territorio abruzzese, bloccarlo sarebbe una follia – afferma Riccardo Varveri, presidente dell’’Associazione Fuori dal Comune’. Nessuno desidererebbe un muro grigio nel centro della città, eppure di muri grigi nel progetto di RFI non se ne vedono. Le tecnologie per il contenimento del rumore sono migliorate e, a giudicare dalle immagini fornite dall’ente relative a Corso Italia, il colpo d’occhio non sarebbe lo stesso di quello visibile nelle ricostruzioni dell’amministrazione. RFI ha risposto a ogni differente osservazione fatta dalla cittadinanza. Ma riteniamo, come Associazione ‘Fuori dal Comune’ che stiamo sbagliando, da sangiovannesi, il punto su cui battere. Bisognerebbe concentrarsi non sull’opposizione a un’opera che tutti vogliamo, quanto piuttosto su alcune richieste specifiche da presentare a RFI sul progetto attualmente caldeggiato: prima cosa, fondamentale, domandare a RFI risposte puntuali, precise e accompagnate da numeri precisi sulla dichiarazione di impossibilità di realizzazione delle proposte dell’amministrazione, più congeniali alla vivibilità del territorio; rendering delle opere, in modo che, nel momento della realizzazione, non possano essere realizzate modifiche in corso d’opera; sulla base di ciò, proporre alcune migliorie che potrebbero rendere San Giovanni Teatino più accessibile e vivibile. Continuare a presentare richieste già giudicate impossibili in termini di fattibilità viste le restrizioni date da diversi fattori (tempi, costi, rischi idrogeologici) significa andare a sbattere volontariamente, questa volta davvero, contro un muro. L’opera è stata commissariata, dunque si farà. Bisogna lavorare insieme per migliorare le condizioni di realizzazione stesse delle opere”.

 

 

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