

E’ stato un vero combattente, uno che non si è arreso mai, Pietro Supino morto all’era di 79 anni presso l’Ospedale di Lanciano. Da calciatore, negli Anni 60, con la maglia della Gloria Chieti presieduta dall’allora sindaco dottor Fulvio Di Bernardo, raggiunse la serie D. Terzino tignoso, aggressivo, irriducibile. Quello che non molla mai e termina la partita dopo aver dato tutto. Così è stato poi nella vita. Nel lavoro, come operatore sanitario e promotore di iniziative in campo infiermieristico e assistenziale, in ambito sindacale sempre nel settore della sanità, in politica, come consigliere comunale a Chieti, e soprattutto nella vita privata, nel suo spazio famigliare. Pietro ha assistito per 24 anni il figlio Mariano, talentuoso ingegnere aeronautico, finito in coma dopo un incidente stradale (collisione contro un autoarticolato) nei pressi di Osimo, all’inizio del novembre 1997. Da quei giorni lo ha accudito con un amore infinito, insieme con la moglie Nicolina, fino ai primi del mese di maggio dell’anno scorso quando è terminato il doloroso viaggio nel tunnel di una vita che quasi non è più vita. In tutto questo tempo Pietro Supino ha resistito a un così duro colpo della sorte facendo sempre appello a quelle doti di lottatore indomabile che da giovane aveva espresso così bene sul campo, che fosse la Civitella o il Celdit a Chieti Scalo. La sua scomparsa sia per la notorietà derivante dai tanti impegni esercitati sia per la tremenda vicenda privata ha suscitato vasta eco e commozione in città. Funerali domani sabato alle ore 10.00 nella Chiesa di San Pio X.


