Con l’avvio del nuovo anno scolastico torna l’attenzione sulla prevenzione delle malattie infettive e, in particolare, sul morbillo. Nei primi cinque mesi del 2026 in Italia sono stati confermati 472 casi, contro i 322 dello stesso periodo del 2025, secondo i dati richiamati dalla presidente dell’Ordine dei Medici di Chieti Lucilla Gagliardi.
Di fronte a questi numeri, l’invito rivolto alle famiglie è a verificare il calendario delle vaccinazioni dei propri figli e a controllare che siano state effettuate anche le dosi di richiamo previste.
«I numeri confermano quanto sia importante non abbassare la guardia, soprattutto per i bambini e per i soggetti più fragili», sottolinea Gagliardi.
Secondo i dati citati dalla presidente dell’Ordine, oltre il 90% dei contagi ha riguardato persone non vaccinate, mentre quasi il 6% si è verificato tra persone che avevano ricevuto una sola dose. Un quadro che richiama l’attenzione sull’importanza di completare il ciclo vaccinale previsto.
L’inizio delle lezioni rappresenta un momento particolarmente significativo sul fronte della prevenzione, considerata la presenza quotidiana di bambini e ragazzi negli stessi ambienti. Per questo Gagliardi invita i genitori a controllare il libretto vaccinale, verificare eventuali ritardi e, in caso di dubbi, rivolgersi al pediatra o ai servizi vaccinali della Asl.
Accanto alle famiglie, un ruolo importante spetta ai pediatri, chiamati a fornire informazioni corrette e accompagnare i genitori nelle scelte di prevenzione.
«I genitori devono controllare con attenzione il libretto vaccinale dei figli, verificare eventuali ritardi e confrontarsi con il pediatra o con i servizi vaccinali della Asl. Allo stesso tempo, i pediatri sono un presidio fondamentale per spiegare, rassicurare e favorire scelte consapevoli», afferma Gagliardi.
L’obiettivo, sottolinea la presidente dell’Ordine dei Medici di Chieti, riguarda non soltanto la protezione individuale, ma anche quella della comunità scolastica.
«La scuola deve essere un luogo sicuro per tutti. Proteggere i bambini con le vaccinazioni previste in età pediatrica significa tutelare la loro salute e quella dell’intera comunità», conclude Gagliardi.
