Giovani da sei Paesi alla Riserva del Borsacchio: dieci giorni di Erasmus+ tra ambiente e inclusione

Sono 37 i partecipanti allo scambio internazionale promosso da ARCI Chieti. Arrivano da Italia, Portogallo, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Spagna e Bulgaria. Domenica la presentazione dei risultati a Roseto

Trentasette giovani, sei Paesi europei e dieci giorni di attività nella Riserva Naturale Regionale del Borsacchio. È il cuore del progetto Erasmus+ “Protected Areas: a playground for the inclusion of young people”, lo scambio internazionale promosso da ARCI Chieti con il supporto dell’Istituto Abruzzese per le Aree Protette (IAAP).

Il gruppo, composto da ragazze e ragazzi provenienti da Italia, Portogallo, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Spagna e Bulgaria, è impegnato dal 20 settembre in un percorso dedicato a inclusione giovanile, sostenibilità ed economia circolare. Un’esperienza che utilizza l’area protetta del Borsacchio come luogo di formazione, confronto e partecipazione.

Il progetto rappresenta la decima tappa di un percorso pluriennale e punta a mettere in relazione giovani di diversi Paesi attraverso attività concrete sul territorio. L’obiettivo non è soltanto conoscere un’area protetta, ma sperimentare direttamente come ambiente, cittadinanza attiva e collaborazione possano diventare strumenti di crescita per le comunità.

Le attività si svolgono attraverso metodologie di Educazione Non Formale, con i partecipanti coinvolti direttamente nelle diverse fasi del progetto.

Sono tre i principali laboratori esperienziali: educazione ambientale, comunicazione social e manutenzione delle infrastrutture. I giovani hanno così l’opportunità di acquisire nuove competenze lavorando sul campo e confrontandosi con le esigenze concrete di un territorio fragile e di valore naturalistico.

A supportare le attività è l’associazione Guide del Borsacchio, che da anni opera nella Riserva e che anche in questa occasione mette a disposizione conoscenze ed esperienza.

«I lavori sono incentrati sull’acquisizione di nuove competenze, abilità e metodologie attraverso un percorso educativo svolto a diretto contatto con la Riserva Naturale del Borsacchio», spiega Giorgio Micoli, coordinatore del progetto.

Il percorso prevede anche momenti di confronto dedicati a capire come utilizzare, nei rispettivi territori, le competenze acquisite a Roseto. L’esperienza dovrebbe così diventare un punto di partenza per nuovi progetti internazionali e locali previsti per il 2027.

Per Mario Serrao, presidente di ARCI Chieti, il valore di un’area protetta va oltre la semplice tutela dell’ambiente.

«Le aree protette rivestono un’importanza fondamentale sia per la protezione del cosiddetto “Capitale Naturale” ma anche per il benessere umano attraverso la fornitura dei Servizi Ecosistemici», sottolinea.

Secondo Serrao, la Riserva del Borsacchio rappresenta inoltre un esempio significativo di come un’area naturale possa favorire la collaborazione tra associazioni, cittadini e giovani. Un ruolo che, nelle parole del presidente di ARCI Chieti, è stato rafforzato dall’attività delle Guide del Borsacchio.

Il progetto nasce anche dalla volontà di valorizzare il patrimonio di esperienze maturato nelle aree protette abruzzesi.

«Il patrimonio di conoscenza ed esperienze delle Riserve abruzzesi ha fatto sì che questo progetto non potesse non essere realizzato nella nostra Regione», afferma Andrea Natale, coordinatore dello IAAP.

Per Natale, le aree protette possono diventare «un punto di partenza utile» per affrontare le difficoltà e costruire nuovi percorsi di comunità.

Il bilancio dell’esperienza è affidato anche alle parole di Marco Borgatti, presidente delle Guide del Borsacchio. Per il terzo anno consecutivo, sottolinea, la collaborazione con ARCI Chieti ha permesso alla Riserva di beneficiare delle idee e delle competenze dei giovani europei.

Durante i dieci giorni di attività sono stati realizzati materiali e documenti educativi e prodotti informativi, oltre ad attività di collaborazione nei lavori di ripristino e gestione delle aree danneggiate durante l’estate.

A chiudere il percorso sarà un momento aperto alla comunità. Domenica 27 settembre, dalle 17.45, al Lido Celommi di Roseto degli Abruzzi, i partecipanti presenteranno il lavoro svolto durante lo scambio.

Sarà l’occasione per raccontare alla cittadinanza l’esperienza maturata nella Riserva e condividere i risultati dei laboratori realizzati nell’ambito del progetto.

L’iniziativa è finanziata dal programma Erasmus+, con il supporto dell’Agenzia Italiana per la Gioventù.

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