Nel borgo medievale di Crecchio, antico possedimento normanno, protetto dal Castello Ducale, domenica 31 luglio l’Associazione “I borghi più belli d’Italia in Abruzzo e Molise” parteciperà alla rassegna enogastronomica intitolata “A cena con i Bizantini”, una manifestazione all’insegna della riscoperta dei sapori medievali e delle vicende storiche del luogo, rappresentate nel corteo storico che celebra le gesta del Comes Vitaliano, di ritorno dalla battaglia di Aternum (Pescara) contro i barbari Longobardi. Oltre a rievocare un preciso momento storico del territorio crecchiano, la manifestazione porta in sé il messaggio assai più profondo dell’importanza del territorio abruzzese, tenuto in gran considerazione sin dall’antichità per la sua ricchezza e fecondità. Un territorio che ha reso possibile lo sviluppo di una rete di rapporti commerciali e culturali con l’oriente bizantino, che hanno favorito la cura dell’arte manifatturiera. Dopo l’assemblea dei soci, l’Associazione visiterà il Castello Ducale e potrà assistere a esibizioni di tiro con l’arco, esercitazioni militari e persino all’arte dei “Falconieri del Re”, che si esibiranno con i loro rapaci. A concludere ci sarà il corteo storico in ricordo delle gesta del Comes Vitaliano. L’identità di un luogo passa attraverso la sua storia e le sue tradizioni – precisa Antonio Di Marco, Presidente dell’Associazione “I borghi più belli d’Italia in Abruzzo e Molise” – e nella rievocazione di Crecchio questo messaggio è molto evidente. Saper tenere in vita il passato per poter inquadrare e progettare il presente non è mai scontato né semplice da realizzare. Quando una comunità si adopera affinché non si perda traccia di ciò che è accaduto e che ha dato forma alla vita del posto, allora il senso di appartenenza si sposa con quello della collaborazione, perché ci si sente parte di un tutto, che deve necessariamente tessere una rete di rapporti di solidarietà e mutuo soccorso. La capacità di Crecchio di fondere insieme la contemporaneità con il passato, di valorizzare il suo patrimonio enogastronomico e culturale medievale con i ritmi diversi del presente realizza il giusto connubio tra ieri e oggi. La conseguenza è una doverosa riflessione sull’importanza della memoria da tramandare per non perdere il legame con la verità delle proprie origini.

 

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