Desta un po’ di stupore e qualche perplessità la presa di posizione di alcuni Sindaci, tra i quali ci sarebbe anche quello di Chieti, che hanno sottoscritto un ordine del giorno per chiedere al Governo di rivedere l’abolizione della “zona gialla” fino al 30 aprile.

Sembra quasi che l’insistenza di Salvini, Renzi e della Meloni abbia iniziato a far breccia anche tra chi dovrebbe sostenere le scelte e le decisioni del Governo non solo per appartenenza politica ma anche e soprattutto, per buon senso.

Se anche le istituzioni locali mettono in discussione i pareri del Comitato scientifico sui quali si basano le decisioni dell’Esecutivo si rischia di creare confusione in un contesto che invece ha bisogno di stabilità e di condivisione di intenti.

Questo non significa chiudere la porta in faccia alle istanze di chi, purtroppo, ha pagato e continua a pagare le conseguenze economiche della pandemia ma il recente passato ci insegna che basta veramente poco perché il virus torni a circolare anche laddove sembra essere quasi sparito.

La zona gialla farebbe comodo a tanti, non solo ai ristoratori; anche le “normali” famiglie ne avrebbero bisogno ma con ogni probabilità sarebbe meglio che la zona gialla venisse disposta solo in presenza delle effettive condizioni.

Occorre semplicemente ignorare quanti soffiano sul fuoco della disperazione altrui ed avere il coraggio di perseguire l’unico vero obiettivo fondamentale: eliminare la circolazione del virus.

Solo eliminando il virus e la pandemia potremo tornare alla normalità e far sì che ci sia la tanto agognata ripresa economica.

Soprattutto da parte dell’amministrazione di un Comune che, a causa dell’eccessiva esposizione debitoria, è costretto a tagliare la spesa, anche quella destinata al sociale, occorrono chiarezza e determinazione.

 

 

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