Nemmeno Pasqua è riuscita ad affermare la pace nel mondo travagliato della politica locale. Sul quotidiano Il Centro, nel corso di una intervista, il sindaco Diego Ferrara ha cercato di lanciare un ramoscello d’ulivo all’ex sindaco Umberto Di Primio, contestando l’atteggiamento del suo predecessore in reazione alle critiche per la sua partecipazione alla Processione del Venerdì Santo, ma  ammettendo qualche caduta di stile anche da parte dei suoi per il manifesto apparso sui conti in rosso del comune, per il quale ha anche detto che si è scusato con Di Primio. Lo ha  anche invitato, ” se lui volesse” a prendere un caffè insieme “anche domani”. L’ex sindaco però su Facebook ha respinto quel ramoscello, evidenziando tutte le criticità esistenti, mettiamola così, nel rapporto tra i due primi cittadini che si sono succeduti. Non entro nel merito specifico di accuse e controaccuse, ma una cosa va osservata nella diatriba: ad avvelenare il clima, non da oggi, non sono Ferrara e Di Primio ma i molti che hanno usato media e soprattutto social per strumentalizzazioni ed anche propaganda che a tratti è apparsa davvero becera e inaccettabile. Per ottenere davvero pace e concentrarsi tutti sul futuro della città, che ha tanti problemi vecchi e nuovi da risolvere, sarà bene alzare qualche argine invalicabile a questa genia che non onora né la città e né il ruolo che ognuno dovrebbe occupare. Si è parlato del famoso grande manifesto sui conti in rosso del Comune che lo stesso Ferrara ha ritenuto “poco piacevole” e contro il quale Di Primio ha annunciato iniziative giudiziarie: ebbene una foto postata sui social da un cittadino, Andrea Gagliardi, dimostra che è rimasto affisso ben oltre la scadenza fissata, a dimostrazione che c’è chi non lavora certo per riportare la pace ma continua ad esasperare le cose. E non è un bel viatico per la città.

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