Il progetto di potenziamento della linea ferroviaria sta tenendo banco nel contesto politico locale con iniziative che si rincorrono e si duplicano nei territori interessati, soprattutto nell’area di Chieti Scalo: tra Manoppello e San Giovanni Teatino passando, ovviamente per Brecciarola.

Anche questa volta, com’è stato per il TMB prima, per l’elettrodotto ed il gasdotto poi, c’è fermento tra i residenti preoccupati per il deprezzamento dei loro immobili e più in generale per un nuovo peggioramento delle condizioni di vita.

Non ho la pretesa di giudicare, non potrei farlo perché – come dice giustamente qualcuno – dovrei viverci in quel quartiere per comprendere gli stati d’animo di chi ci abita.

Tuttavia vorrei capire.

Perché se da un lato a far paura è l’inquinamento e si chiede a gran voce un miglioramento della qualità dell’aria, opporsi ad un progetto che potrebbe portare dei giovamenti da questo punto di vista è un palese controsenso.

E’ ovvio infatti che il raddoppio della linea Pescara – Roma, creando quel famoso corridoio “Tirreno – Adriatico” su cui far viaggiare le merci, inciderebbe in maniera rilevante sul traffico veicolare in un periodo, peraltro, in cui i mezzi su gomma, compresi i furgoni per il trasporto locale, stanno puntando sull’elettricità per gli spostamenti di medio e corto raggio.

Ancor meno sensato poi, dal punto di vista del consumo del territorio, è ipotizzare o chiedere un cambiamento o uno spostamento del tracciato quando un semplice raddoppio del numero dei binari esistenti consentirebbe un risparmio soprattutto sotto il profilo ambientale.

Non entro poi nel merito della paura di perdere la propria casa. E’ una situazione che in tutta onestà, nessuno vorrebbe vivere.

Anche in questo caso però non è detto che la situazione sia irrecuperabile. Se si lavora bene anche ciò che ora può apparire funereo può diventare un’opportunità da cogliere al volo.

Un’immobile nuovo al posto di uno vecchio di 50 anni, per qualcuno potrebbe rappresentare una ghiotta occasione…

La politica però deve fare la sua parte e farla bene, senza lasciar spazio ad inutili personalismi, buoni solo ad accrescere il consenso elettorale di una manciata di voti.

Eppure le premesse di questa vicenda non lasciano ben sperare, nonostante l’esperienza fatta in passato proprio con le altre opere strategiche che hanno visto protagonista anche il quartiere di  Brecciarola.

Se si va allo scontro, al muro contro muro, solo per far finta di essere paladini degli indifesi, non si fa l’interesse di nessuno e si dimostra solo tanta incapacità.

Se al contrario si lavora, anche lontano dai riflettori, per ottenere il massimo risultato possibile, allora si dimostra di aver capito cos’è ed a cosa serve la politica.

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