Parlare di quel che è accaduto con l’elezione del Presidente della Commissione Statuto e Regolamento non è facile.
I lavori delle Commissioni non hanno mai suscitato un grande interesse da parte dei cittadini ed anche questa circostanza è passata un po’ (troppo) inosservata; non gli è stata attribuita la giusta rilevanza.

Cosa è successo è noto: i componenti della Commissione, a maggioranza, hanno eletto il loro Presidente ma il Presidente del Consiglio comunale e il Segretario generale hanno azzerato la votazione. L’esito secondo loro non sarebbe regolare.

Il motivo pare legato al fatto che il neo Presidente, l’Avvocato Serena Pompilio, non è appartenente alla maggioranza e quindi la sua elezione si porrebbe in contrasto con quanto stabilito dal Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale.

Le cose però non stanno esattamente così.

Che io ricordi, nel Regolamento non c’è alcuna norma che prescriva come il Presidente di una Commissione debba appartenere alla maggioranza.
L’art. 31, prevede che venga eletto Presidente il componente che riporti il maggior numero di voti.
Nessun riferimento all’appartenenza alla maggioranza o alla minoranza e del resto non potrebbe che essere così altrimenti la votazione stessa – a cui partecipano anche gli esponenti di minoranza – non avrebbe alcun senso.
In caso contrario, tanto varrebbe far eleggere il Presidente dai soli componenti della maggioranza.

Qualcosa quindi è andato storto. Anzi, più di qualcosa.
A sbagliare però è stata proprio la maggioranza che, a differenza di quanto è sempre accaduto in questi casi, si è presentata al voto divisa, senza che i suoi esponenti avessero deciso un nome sul quale far convergere i loro voti.
Risultato: la maggioranza è andata sotto. Come direbbe qualcuno, “E’ la democrazia bellezza”.
O almeno cos’ dovrebbe essere…

Il punto dolente è che a qualcuno questo risultato proprio non è piaciuto ed allora si è scelta la strada impervia di un’improbabile interpretazione del Regolamento; della presunta validità di una prassi che tuttavia stride in maniera fin troppo evidente con la chiarezza della norma regolamentare.

Mi viene fin troppo spontaneo immaginare cosa sarebbe successo se questo “incidente istituzionale” fosse accaduto a parti invertite…
In quanti, avrebbero giustamente e vigorosamente protestato per qualcosa che somiglia tanto ad una chiara violazione dei più elementari principi democratici.
Mi viene quasi da sorridere immaginando la portata delle reazioni se al posto dell’attuale maggioranza ci fosse stata ancora quella a sostegno di Umberto Di Primio: son convinto che le vesti stracciate sarebbero volate dalle finestre dell’aula consiliare.

Ma al di là delle facili battute questa è una circostanza grave, sulla quale riflettere attentamente, soprattutto alla vigilia della festa del 25 aprile, che rappresenta – come ha di recente affermato anche il Presidente Sergio Mattarella – la data sulla quale si fondano i nostri valori e principi democratici, una data che ricorda a ciascuno di noi, indipendentemente dall’appartenenza politica, che non ci si deve mai arrendere di fronte alla prepotenza.

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