La Legge di bilancio 2022 ha previsto un aumento significativo degli stipendi di Sindaci ed Assessori e una conseguente ri-determinazione delle indennità spettanti ai Consiglieri comunali che, com’è noto, sono parametrate proprio in relazione al trattamento economico spettante al Sindaco.

Su questa novità, se ne sono lette e dette di tutti i colori, ed anche la nostra città non ha fatto eccezione.

Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza.

Gli aumenti non sono stati decisi dal Sindaco e dalla sua maggioranza ma, come precisato in apertura, proprio dalla Legge di bilancio e si inseriscono in una manovra attesa e lungamente richiesta proprio dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani sulla base della considerazione che spesso, gli amministratori locali sono costretti a rinunciare all’attività professionale e/o comunque lavorativa per dedicarsi a tempo pieno al perseguimento degli obiettivi del mandato e sono peraltro esposti, più degli altri, ad enormi responsabilità connesse proprio con il ruolo di amministratore locale.

Un aumento quindi era oggettivamente dovuto.

Ho poi letto che qualcuno, un po’ troppo frettolosamente, ha sostenuto che questa manovra non comporterà nuove spese per i Comuni.

Non è così.

Lo Stato garantirà infatti solo una contribuzione per ristorare (Peraltro solo in parte), i Comuni per questi maggiori oneri di spesa: 100 milioni per il 2022, 150 per il 2023 e 220 per il 2024.

Non solo quindi i Comuni dovranno garantire la necessaria copertura della spesa ma saranno ovviamente tenuti a garantire gli equilibri di bilancio.

Inoltre, cosa forse non conosciuta ai più, sarà il Ministero dell’Interno a decidere concretamente come attribuire le risorse dello Stato tra i vari Comuni italiani.

Altra cosa, forse poco nota, è che questi aumenti non sono affatto obbligatori sebbene siano previsti dalla Legge di bilancio.

Sono proprio le norme attualmente vigenti a stabilire la possibilità per Sindaco e Giunta di ridurre autonomamente le loro indennità.

Questo lo stato dell’arte.

Circa l’opportunità degli aumenti mi sono già espresso ma lo ribadisco: un aumento era necessario, soprattutto per alcune categorie di Comuni i cui Sindaci ed Assessori percepivano trattamenti economici veramente inadeguati rispetto ai concreti impegni ed alle immani responsabilità cui erano soggetti.

Tuttavia, in altri casi, la misura di questi aumenti sembra veramente eccessiva.

Per un Comune con poco più di 50.000 abitanti si arriva a quasi 10 mila euro al mese per il Sindaco e quasi 6 mila euro al mese per un Assessore!

Tanto per avere un’idea, sono cifre ampiamente sovrapponibili a quelle percepite dai dirigenti dei Ministeri!

La situazione a Chieti.

Come detto, anche i nostri amministratori, hanno deciso di adeguare gli stipendi alle previsioni contenute nella Legge di bilancio e lo hanno fatto, al pari di quanto avvenuto in altri Comuni, ancor prima di conoscere la ripartizione delle risorse statali che sarà contenuta nel Decreto del Ministro dell’Interno di prossima emanazione.

Decisione più che legittima, è doveroso dirlo, evidenziarlo e ripeterlo ma sinceramente azzardata visto che non c’è ancora alcuna indicazione effettiva di quanti soldi saranno concretamente destinati al nostro Comune a titolo di ristoro ed atteso che le condizioni del nostro bilancio sono tutto fuorché salubri.

Sarà quindi tutta da verificare la tenuta degli equilibri di bilancio a fronte di questo più che significativo aumento di spesa.

Ma c’è anche qualcos’altro.

A Chieti, in maggioranza, c’è un forza politica che da sempre ha combattuto contro le eccessive spese connesse con gli stipendi dei politici; una forza politica i cui parlamentari e consiglieri regionali si sono, da sempre, tagliati lo stipendio spesso per soddisfare bisogni di natura socio-assistenziale e per far fronte alle necessità quotidiane delle persone.

Proprio per questo motivo a Chieti mi sarei aspettato qualcosa di più di quello che è avvenuto anzi, di quel che non è avvenuto.

Nessuno infatti ha speso mezza parola su questo argomento, niente, zero, il vuoto cosmico…

Nemmeno una mezza idea su un’eventuale rimodulazione volontaria delle indennità e degli stipendi, non foss’altro per rispetto, vicinanza e solidarietà a quanti (praticamente tutti) stanno vivendo questi giorni di profonda angoscia caratterizzati non solo dalla guerra ma anche dagli aumenti delle utenze, sia quelle domestiche che quelle produttive e del carburante, con tutto quel che ne consegue, compreso l’aumento dei beni di prima necessità.

Si è persa un’occasione rara: quella di influenzare ed incidere in maniera significativa sull’azione e sulle scelte politiche della maggioranza di cui si fa parte, su un tema da sempre molto sentito da parte dell’opinione pubblica.

Sarebbe bastata un’idea, anche piccola.

Un segno tangibile ed autonomo di questa esperienza politico-amministrativa spesa tra le fila della compagine di maggioranza.

Ed invece no.

Si è scelto il silenzio.

Spiace.

Ora si, non pervenuti!

Lascia un commento

Devi essere loggato in per commentare la notizia