Cari lettori del Giornale di Chieti, dato che ci stiamo avvicinando sempre di più al Natale, vorrei proporvi una mia nuova poesia a tema con le festività.
IL FIOCCO DI NEVE
Stefano Maria Simone
Scende dal cielo
grigio e annuvolato,
un candido fiocco
di neve creato.
Volteggia nell’aria,
tra suoni di festa
e immancabili auguri
che rimbalzan di testa in testa,
senza fare eccezioni,
nei ricchi palazzi
e in sporchi tuguri
dove l’amore non si acquista
ma lenisce il dolore
di un anno stanco
che si accascia su sé stesso.
Lentamente, il fiocco,
s’accosta alle finestre illuminate,
già tutte addobbate.
Scintillano d’astri splendenti
e vivaci ghirlande
ombreggiate dall’ipocrisia
del più bello in apparenza
e miserabile nell’animo
che abbandona, torce e imbroglia
senza alcun ritegno né vergogna
per poi sciacquarsi il viso,
coperto di sporcizia,
nella fonte natalizia,
sozza e imputridita
dal lavaggio convenzionale
che si fa perché è Natale.
Allora, fiocco,
guardali bene quei signori
che solo oggi concedono sorrisi,
favori e carità,
perché domani mangeranno ancora
invidia e malignità.
S’adagia allora il mio piccolo fiocco
sulla neve ormai annerita
dal troppo trafficare
alla ricerca di dolci regali
da dare ai propri cari,
anche se presto,
ritorneranno amari;
e quel suo bianco pallore
che aveva, sceso dal cielo,
s’ingrigisce e si corrompe.
“Non son più fiocco” dice,
“ma poltiglia.”
