La vicenda degli scavi in Piazza San Giustino e della raccolta dei fondi promossa dai cittadini fa registrare un nuovo episodio, in realtà un nuovo comunicato stampa diramato dal Comune nella giornata di mercoledì 16, in cui l’amministrazione comunale da atto dell’esito di un incontro “chiarificatore” avvenuto con una rappresentanza dei componenti di “Chieti è anche mia”.

Ci sembra opportuno a questo punto, prima di trarre alcune conclusioni, dare voce anche a questi cittadini e lo facciamo con un’intervista ad Alfredo Luciani, uno dei promotori dell’iniziativa.

Alfredo è un nostro concittadino, classe ’71, stimato libero professionista, appartenente al nostro Foro fino a pochi anni fa.

 

Alfredo, la vostra iniziativa ha suscitato diverse reazioni da parte dell’amministrazione comunale. Alcune sono sinceramente sembrate contraddittorie. Ci vuoi riassumere le tappe di questa vicenda?

“Allora, l’iniziativa della raccolta fondi è nata spontaneamente da un’idea che insieme agli altri amici stavamo coltivando da un po’ di tempo, soprattutto dopo aver appreso delle difficoltà economiche in cui dicono di versare, sia il Comune, sia la Soprintendenza. L’intento quindi era quello di aiutare questi due enti e fare qualcosa di buono per la nostra città.

Abbiamo lanciato la raccolta fondi il 26 maggio semplicemente pubblicando dei post sui social network che tutti frequentiamo ed a seguito di questi eventi, il giorno 28 maggio, il Sindaco di Chieti, Dr. Diego Ferrara, è stato intervistato in merito alla nostra iniziativa, da una nota testata giornalistica online.

Il Sindaco almeno inizialmente sembrava aver bene accolto la nostra idea tanto che disse testualmente “ogni contributo della cittadinanza, purché costruttivo e programmatico, sarà da noi accolto con sincero plauso”.

Il successivo, 9 giugno, quando il crowdfunding era già iniziato e ben avviato, abbiamo depositato un’istanza di donazione formale ed incondizionata presso il protocollo del Comune, di circa 7 mila euro, indicati come prima tranche di quella che speravamo potesse essere una ben più sostanziosa donazione finale.

La stessa mattina siamo stati anche ricevuti dal Sindaco al quale abbiamo consegnato l’invito per la piccola e simbolica cerimonia di consegna della somma raccolta; cerimonia che avevamo deciso di tenere alla Villa comunale, nello specifico alla Casina dei Tigli ottenendo la rassicurazione dal Sindaco che nonostante gli impegni, avrebbe fatto di tutto per onorarci della sua presenza.

Il successivo 10 giugno invece, in pratica la mattina dopo, il Comune ha diramato il ben noto comunicato stampa nel quale sono state usate parole e toni apertamente critici ed accusatori nei nostri confronti, sia da parte del Sindaco che della restante maggioranza che pure ha firmato il comunicato.

E’ inutile dire che dopo un inizio così ben augurante ci siamo sentiti veramente confusi  e soprattutto, abbiamo avuto la netta sensazione che la nostra istanza di donazione che, ripeto, era stata protocollata, non fosse stata nemmeno letta dai destinatari.

Abbiamo così deciso di pubblicarla, sempre sui social network proprio perché abbiamo sempre desiderato che tutto avvenisse pubblicamente, anche al fine di evidenziare come la stessa donazione fosse sempre stata assolutamente e totalmente incondizionata nel senso che il Comune avrebbe potuto fare quel che voleva con quei soldi, com’è giusto che sia e noi non avremmo avuto metter bocca sulla destinazione. Il completamento dei lavori di scavo di Piazza San Giustino era dunque, da par nostro, solo un auspicio e non un vincolo.

Alla fine siamo stati contattati dal Comune, per cortese tramite del Notaio al quale abbiamo chiesto di essere garante della trasparenza della raccolta fondi, per l’incontro che poi si è effettivamente svolto lo scorso 16 giugno presso l’Ufficio del Sindaco.

In quella sede abbiamo ulteriormente chiarito, visto che ce n’era ancora bisogno, che non è mai stata nostra intenzione quella di interferire con l’appalto pubblico, anche perché sarebbe impossibile farlo a meno di voler commettere un reato ed abbiamo ulteriormente ribadito l’assoluta e totale libertà della donazione, mai sottoposta da parte nostra, ad alcun tipo di vincolo per l’amministrazione comunale.

Devo dire che nonostante la nostra posizione fosse stata chiara sin dall’inizio, durante la riunione abbiamo avuto la netta sensazione che l’amministrazione comunale volesse comunque tener ferma una linea che, al netto della disponibilità iniziale, si è poi inspiegabilmente trasformata, irrigidendosi su posizioni chiaramente politiche che abbiamo fatto fatica a comprendere.

In conclusione possiamo dirci soddisfatti di questo epilogo ma siamo altrettanto dispiaciuti per le critiche che ci sono piovute addosso e che hanno sicuramente ridotto la potenzialità della raccolta fondi che di fatto, alla fine, è risultata boicottata.”

 

Alfredo hai detto che la posizione dell’amministrazione sulla vostra iniziativa ha assunto una linea politica improntata alla rigidità ed effettivamente la vostra iniziativa è stata etichettata come una mera attività di propaganda politica. Che idea ti sei fatto al riguardo?

 

“Come ho detto, almeno all’inizio non comprendevo il motivo di questo atteggiamento ondivago ma la questione mi è risultata chiara proprio all’esito dell’incontro del 16 giugno. Tra noi promotori figura infatti anche una persona che si è candidata alle ultime amministrative con il M5S e che successivamente ha avanzato la candidatura per le nomine del CdA del Teatro Marrucino.

Ritengo e non sono il solo, soprattutto alla luce di quanto emerso dall’incontro, che la presenza di questa figura sia stata totalmente fraintesa da parte dell’amministrazione, al pari della location che avevamo scelto per la cerimonia di consegna.

Ci siamo sempre sforzati di garantire l’assoluta natura apolitica ed apartitica della nostra iniziativa ma evidentemente a prevalere sulla realtà sono state altre considerazioni, ovviamente politiche, sulle quali non ho alcun interesse ad esprimermi.”

 

Una parte dei nostri concittadini attende impaziente che Piazza San Giustino torni ad essere fruibile. Cosa rispondi a chi critica la vostra iniziativa temendo che possa rallentare l’esecuzione dei lavori?

 

“Verrebbe da rispondere che Roma non è stata costruita in un giorno…

In realtà, come ho già detto, non abbiamo mai avuto intenzione di interferire con il progetto di riqualificazione di Piazza San Giustino e non siamo mai stati sfiorati dal dubbio che la nostra iniziativa potesse mettere in difficoltà né l’amministrazione né la materiale esecuzione dei lavori.

Il motivo è semplice: è in corso un appalto pubblico ed i tempi dei lavori non possono in alcun modo essere incisi da un’iniziativa come la nostra.

La preoccupazione che qualcuno ha avanzato, circa l’effetto negativo della raccolta fondi è quindi del tutto immotivata. Ripeto, il Comune può usare quei soldi come meglio crede.”

 

Chieti è anche mia restituisce l’idea di un comitato civico nato con l’intento di dar voce ai cittadini e di renderli partecipi delle scelte, anche di natura politica. Se questa immagine è corretta, avete altre iniziative sulle quali state lavorando?

 

“Ovviamente ci piacerebbe continuare questa esperienza anche se, come dice il proverbio “se il buon giorno si vede dal mattino…”

Certo non è proprio incoraggiante ricevere le critiche che ci sono state rivolte ma non possiamo gettare la spugna anzi, ci tengo a precisare che “Chieti è anche mia” è un gruppo di cittadini volenterosi e liberi. Non siamo costituiti né in comitato, né in associazione e pertanto siamo totalmente aperti al contributo di chiunque vorrà impegnarsi insieme a noi.

Crediamo nella possibilità di partecipare, proprio attraverso le forme della democrazia partecipativa, alle scelte che riguardano la vita a Chieti e più che all’opinione che di noi ha la politica, siamo interessati al coinvolgimento delle persone che come noi, credono ancora magari anche ingenuamente, di poter fare qualcosa di  buono per migliorare la vita nella nostra bellissima città.”

 

Non possiamo che ringraziare Alfredo per questa intervista che probabilmente, fa un po’ di chiarezza in più su questa vicenda che è singolare per diverse ragioni.

Intanto perché è alquanto strano, se non assurdo, che una donazione libera ed assolutamente non vincolante, sia osteggiata da parte del ricevente soprattutto se quest’ultimo è un’istituzione pubblica che lamenta una disastrosa situazione economico-patrimoniale.

E’ alquanto strano poi che un’iniziativa del genere sia stata tacciata di avere un mero fine propagandistico soprattutto perché allo stato attuale c’è comunque ben poco da propagandare. Non ci sono elezioni all’orizzonte né altre nomine a cui poter ambire. Probabilmente, benché questa amministrazione non perda occasione per mostrarsi sempre compatta ed allineata, le dinamiche interne sono tutt’altro che statiche…

Infine è alquanto singolare che un’amministrazione, nella cui maggioranza siede anche il M5S, che ha sempre fatto della democrazia partecipativa un principio fondante, abbia avuto un atteggiamento così apertamente ondivago ed a tratti ostile nei confronti di un’iniziativa nata, anche per volere di una candidata dello stesso M5S teatino e comunque, come si diceva un tempo, “dal basso”, da cittadini forse ingenui ma senza dubbio impegnati in qualcosa che a Chieti, non sembra avere molti precedenti.

In astrofisica la singolarità è quel fenomeno che impedisce alla luce ed a qualsiasi altro corpo, di varcare il confine dell’orizzonte degli eventi. In questo caso verrebbe da dire che  la singolarità a Chieti, si pone in antitesi con l’esistenza stessa delle stelle…

 

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