Dopo quasi dieci mesi lontani dalla casa di Palmoli, i tre figli di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion potranno iniziare un percorso di progressivo riavvicinamento ai genitori. È quanto stabilito dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha disposto una serie di passaggi graduali prima del completo ricongiungimento della famiglia. Il provvedimento prevede inizialmente il ritorno dei minori nell’abitazione durante le ore diurne, con incontri sottoposti a monitoraggio. A partire da ottobre, secondo quanto stabilito dai giudici, i bambini potranno invece trascorrere con i genitori anche le notti e i fine settimana. L’intero percorso sarà seguito dai servizi sociali, chiamati a verificare l’evoluzione della situazione familiare.
La decisione arriva dopo la sospensione della responsabilità genitoriale nei confronti della coppia, disposta nel novembre scorso. Per il tribunale, il progressivo rientro dovrà essere accompagnato da una serie di condizioni, tra cui la regolare frequenza scolastica e la disponibilità di un’abitazione ritenuta adeguata alle esigenze dei minori. Su quest’ultimo punto, la famiglia potrebbe continuare a utilizzare la casa messa a disposizione gratuitamente dal Comune di Palmoli, dove i genitori risiedono attualmente. Nel frattempo proseguono le attività legate alla sistemazione della nuova abitazione nel bosco.
I tre minori hanno già superato gli esami necessari per l’ammissione a scuola. Resta da completare l’iscrizione, che, secondo quanto riferito dall’avvocato della famiglia, Simone Pillon, dovrebbe essere effettuata dalla tutrice dei bambini sulla base delle indicazioni del tribunale.
La difesa, tuttavia, considera il provvedimento ancora parziale e ha annunciato un ricorso alla Corte d’Appello. Pillon ha definito il piano disposto dai giudici un passo avanti rispetto alla situazione attuale, contestando però alcuni aspetti della decisione. Tra questi, il legale ha indicato i tempi del procedimento e la presunta mancata considerazione di alcuni pareri espressi da esperti e professionisti favorevoli al ricongiungimento.
Sul caso è intervenuta anche la ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, che ha sottolineato l’opportunità di una valutazione indipendente degli effetti dei provvedimenti adottati sui minori. L’obiettivo, secondo la ministra, dovrebbe essere quello di verificare nel tempo le condizioni dei bambini e orientare le decisioni successive sulla base del loro benessere.
Il provvedimento del Tribunale apre dunque una nuova fase della vicenda: il ritorno dei bambini alla vita familiare non sarà immediato, ma avverrà attraverso tappe successive e sotto la supervisione dei servizi competenti. L’andamento del percorso e il rispetto delle condizioni fissate dai giudici saranno determinanti per stabilire i passaggi successivi verso il ricongiungimento completo.
