Falso maresciallo al telefono, tentata truffa sventata: due donne arrestate a Lanciano

Un raggiro costruito nei minimi dettagli, ma interrotto in tempo grazie alla prontezza della vittima e al rapido intervento dei Carabinieri. Nel primo pomeriggio del 28 aprile, i militari della Compagnia di Lanciano hanno arrestato in flagranza due donne, recuperando tutti i preziosi che stavano per essere sottratti a un uomo finito nel mirino dei truffatori.

L’allarme è scattato intorno alle 13:30, quando la vittima ha contattato il Numero Unico di Emergenza 112 dopo aver ricevuto una telefonata sospetta. Dall’altro capo della linea, un uomo si era presentato come maresciallo dei Carabinieri, adottando un tono autorevole e rassicurante per rendere credibile la messinscena. Con una serie di domande mirate – tra cui la verifica di documenti personali – il truffatore aveva cercato di conquistare la fiducia dell’interlocutore. Il raggiro è poi entrato nel vivo: il falso militare ha riferito che il nominativo della vittima sarebbe emerso nell’ambito di una rapina in gioielleria, prospettando accertamenti e possibili conseguenze giudiziarie. Facendo leva sulla paura, ha convinto l’uomo a collaborare, chiedendogli di indicare i preziosi custoditi in casa e annunciando l’arrivo di una presunta incaricata per il ritiro degli stessi.

Intuendo il pericolo, l’uomo ha però allertato i Carabinieri. La Centrale Operativa ha disposto l’intervento immediato del Nucleo Operativo e Radiomobile, che è giunto sul posto proprio mentre la truffa era in corso. Le due donne sono state bloccate sul momento, con il recupero integrale dei beni già consegnati. Dopo gli accertamenti, le sospettate sono state arrestate e trasferite nella casa circondariale di Chieti, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

L’episodio evidenzia ancora una volta l’importanza di non fidarsi di richieste sospette, soprattutto quando accompagnate da urgenze o presunti problemi legali. In questi casi, contattare immediatamente il 112 può fare la differenza, come dimostra l’intervento tempestivo che ha evitato il peggio. Per le due indagate resta valida la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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