Ecolan, Bucci bacchetta Legnini: «Non conosce le regole della società»

Il commissario provinciale della Lega replica alla richiesta di maggiore peso del capoluogo: «Ecolan è dei sindaci e dei cittadini, non un terreno di appartenenza politica». Per il 18-20% delle quote servirebbero circa 2,5 milioni di euro

«Giù le mani da Ecolan». Maurizio Bucci, sindaco di Gamberale e commissario provinciale della Lega Chieti, non usa mezze misure per replicare alle recenti dichiarazioni del sindaco del capoluogo Giovanni Legnini sul ruolo di Chieti all’interno della società pubblica che gestisce i rifiuti in oltre 80 Comuni della provincia.

Il tema è quello del “peso” del Comune di Chieti in Ecolan. Legnini, pur definendo strategica la partecipazione del capoluogo alla società, ha lasciato intendere la necessità di una maggiore incidenza nelle dinamiche societarie, anche alla luce del numero di abitanti e del valore economico della commessa.

Una richiesta che Bucci interpreta come un approccio poco aderente alla storia e al funzionamento di Ecolan. E la replica è tutt’altro che diplomatica.

«Evidentemente Giovanni Legnini non conosce bene le dinamiche che ad oggi regolano Ecolan», afferma Bucci, ricordando come la società sia nata e cresciuta attorno a un modello pubblico condiviso dai Comuni soci.

Il punto, per il rappresentante della Lega, è proprio evitare che la società diventi terreno di una partita politica. «In Ecolan non esistono appartenenze politiche», ribadisce Bucci. E ricorda che in passato, quando si è tentato di introdurre rappresentanze riconducibili alla politica, «i sindaci tutti hanno bloccato sul nascere qualsiasi tentativo in tal senso».

Il messaggio rivolto a Legnini è quindi chiaro: Ecolan non è una società nella quale il peso politico del Comune più grande debba automaticamente tradursi in maggiore potere.

«Ecolan è dei sindaci e dei cittadini», sottolinea Bucci. «Il lavoro costruito in questi anni non può essere messo in discussione da logiche di potere o, ripeto, da appartenenze politiche».

Una presa di posizione che arriva mentre la società continua, secondo Bucci, a rappresentare uno dei principali strumenti a disposizione dei piccoli Comuni per garantire servizi efficienti. Il sindaco di Gamberale ricorda infatti di essere stato tra i primi amministratori ad affidare a Ecolan, nel 2013, il servizio di raccolta dei rifiuti in house.

Una scelta che, alla luce dei risultati raggiunti, Bucci rivendica senza esitazioni: «Oggi rifaremmo senza dubbio quella scelta».

Nel mirino di Bucci c’è dunque il rischio che una discussione sulla rappresentanza societaria finisca per oscurare quanto realizzato da Ecolan sul territorio. La società, sostiene, è cresciuta sia sul piano occupazionale sia su quello industriale, passando da poche decine di dipendenti a quasi 450 e realizzando investimenti importanti.

Tra questi viene citato l’impianto di Lanciano per il trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani, definito una struttura all’avanguardia.

E poi ci sono i risultati della raccolta differenziata, con diversi Comuni della provincia di Chieti che ogni anno ottengono il riconoscimento di “Comuni Ricicloni”.

Bucci difende anche l’attuale governance di Ecolan, sottolineando come il Consiglio di amministrazione sia stato rinnovato recentemente sulla base, a suo dire, di professionalità e competenze e non di appartenenze politiche. Anche le assemblee dei soci, aggiunge, si sono caratterizzate nella quasi totalità dei casi per votazioni unanimi.

È proprio questa impostazione che, secondo il commissario provinciale della Lega, rischierebbe di essere messa in discussione se Ecolan diventasse un nuovo terreno di confronto politico.

«Se un giorno questo dovesse accadere, Ecolan rischierebbe di perdere proprio quell’essenza di azienda pubblica tanto cara e difesa dai sindaci soci», avverte.

Ma è sul concetto di “peso” societario che Bucci piazza il passaggio più tagliente della sua replica. Ricorda infatti che Ecolan è interamente pubblica e che ogni Comune socio esercita il controllo analogo, anche con quote minime. Non sarebbe quindi, secondo Bucci, la dimensione della partecipazione a impedire ai Comuni di controllare e indirizzare l’attività della società.

E se invece l’obiettivo fosse aumentare sensibilmente la quota detenuta da Chieti, il discorso diventerebbe molto più concreto: «Ottenere il 18/20% delle quote richiederebbe un investimento stimabile in circa 2.500.000 euro».

Una cifra che Bucci mette sul tavolo come risposta diretta alla richiesta di maggiore peso.

«Chi invoca più potere deve anche essere disposto a sostenerne il costo», conclude il sindaco di Gamberale.

Una stoccata che riporta la discussione dal piano politico a quello economico: se Chieti vuole contare di più, sembra essere il ragionamento di Bucci, dovrà anche essere pronta a mettere mano al portafoglio. E soprattutto, prima di ridisegnare gli equilibri di Ecolan, dovrà confrontarsi con un modello che i sindaci soci hanno costruito e difeso per anni.

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