Tendiamo ad esagerare con il vittimismo?

Oppure è veramente questo quel che siamo?

 

Prendiamo spunto dalla vicenda del famoso treno per Roma che, partito da Lanciano, è passato per Pescara, non si è fermato a Chieti ed ha proseguito per la Capitale.

 

Qualcuno ritiene che la richiesta di spiegazioni del Sindaco di Chieti al Presidente della Regione siano state “inutili polemiche” e che il primo cittadino avrebbe fatto meglio ad informarsi prima con gli uffici della Regione anziché limitarsi a leggere le notizie sulla stampa.

 

Non si poteva sostenere tesi più assurda! Non si poteva recare offesa peggiore alla Città di Chieti!

 

La Regione Abruzzo, in un’ottica di normale dialogo istituzionale, avrebbe dovuto informare Chieti – al pari di tutti i Comuni interessati – dell’attivazione di questo servizio; in altre parole non doveva essere il Sindaco di Chieti a chiedere spiegazioni (cosa che comunque è avvenuta con una nota formale) ma la Regione ad informarlo preventivamente consentendo così allo stesso Sindaco di fornire risposte a chi, giustamente e legittimamente, gliele chiedeva.

 

E’ semplicemente assurdo che un Sindaco debba apprendere dalla stampa una notizia così importante per la sua città ed è illogico (oltre che scorretto) che nessun ufficio regionale abbia pensato ad inoltrare anche una semplice e-mail al Comune.

Basta questa osservazione per argomentare che la città di Chieti non gode del medesimo trattamento e della medesima considerazione su cui invece, possono contare altre realtà abruzzesi.

 

E di segnali simili ne abbiamo già avuti tanti, troppi a dire il vero e non serve nemmeno elencarli.

 

In una situazione del genere è del tutto normale che i cittadini si sentano abitanti di una città fantasma, cittadini di serie B e che manifestino il timore che la loro città possa diventare un quartiere periferico.

 

Non soffriamo di vittimismo.

Dopo tutti questi anni in cui abbiamo pagato sula nostra pelle le scelte di spending review, degli accorpamenti (che casualmente quando si tratta di perdere uffici ci riguardano e quando si tratta di acquisirne no…), dei mancati investimenti, della desertificazione produttiva, della perdita di posti di lavoro, abbiamo semplicemente esaurito la pazienza ed abbiamo tutto il diritto di manifestare il nostro dissenso.

 

Soprattutto però come cittadini, abbiamo il diritto di pretendere che Chieti sia diversa da come è oggi quindi, se è vero che il Sindaco ha fatto benissimo a far sentire la sua voce in Regione, è altrettanto vero che la città ha urgente bisogno di avere segnali chiari e tangibili di cambiamento e rinascita.

 

 

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