Arteriosclerosi, Diabete mellito e dislipidemia: esercizio terapeutico posturale – aerobico

La rubrica STRONARIEDUCA nel mese di febbraio si occupa di tre aspetti fondamentali per la salute del nostro organismo, una triade di disfunzioni, di patologie del sistema vascolare e metabolico che minano fortemente la fisiologia umana.
Questo articolo non si concentrerà sulla descrizione delle tre patologie sopra citate, per ragioni di spazio e di tempo, pur tuttavia delineandone i connotati principali, piuttosto si focalizzerà sulla potente efficacia dell’esercizio aerobico-posturale.

Diabete, ipertensione e dislipidemia sono una triade infausta per il sistema cardiocircolatorio, per il metabolismo e per il sistema endocrino (ormonale). Sembra un “ménage à trois” contro il nostro organismo, organizzato per ridurne l’aspettativa di vita; infatti queste tre patologie sono la principale fonte di invalidità nel mondo occidentale, poiché tali fattori di rischio, parlando in termini epidemiologici, sono molto alti nella popolazione media, portando il soggetto a possibili eventi accidentali, come ictus, infarti del miocardio e patologie circolatorie.

Diabètes, dal greco “passare attraverso”, proprio ad indentificare un’alterata funzione o quantità dell’ormone principe pancreatico, l’insulina, causando l’innalzamento del glucosio nel sangue (glicemia).

L’arteriosclèroṡi, dal greco indurimento arterioso, è il complesso e insidioso processo di degenerazione delle pareti interne dei vasi sanguigni arteriosi, generando placche (accumuli) e lesioni della tunica vasale, con conseguente modificazione del flusso sanguigno.

La dislipidemia, ovvero disordine delle molecole di grasso corporeo (colesterolo, trigliceridi, fosfolipidi, chilomicroni), è il principale fattore di rischio cardio-vascolare in ambito metabolico (concausa dell’insorgere della sclerosi arteriosa) rappresentando il primo difetto da condotta alimentare errata.
Spesso, le tre alterazioni, hanno un comune denominatore: sovrappeso/obesità (per una sbilanciata alimentazione) e, nella maggior parte dei casi, pazienti affetti da tabagismo e sedentarietà. Ed è qui che bisogna ricorrere ai ripari con tutto ciò che remi contro i fattori di rischio, attività motoria rieducativa, aerobica, cardio-polmonare e un idoneo protocollo nutrizionale.

Il programma aerobico-posturale va instaurato in base ai valori che il paziente esibisce previa anamnesi, lettura referti clinici (analisi ematocliniche, diario diabetico), esame chinesiologico e antropomorfico, ove rientrano parametri costituzionali come peso e altezza, una corretta clinica posturologica (con relativa visione della diagnostica come raggi X, risonanze magnetiche, MOC DEXA se il paziente è donna…) attua ad evidenziare eventuali disordini vertebrali posturali, cosicché si può procedere con la parte pratica.
Il disordine metabolico dislipidemico, l’astenia e l’ipotonotrofia conferita dalla patologia diabetica e il rischio circolatorio conferito da un’arteriosclerosi importante, conferiscono un tipico atteggiamento posturale, “slouching”, con molteplici eventi a caduta (dolori articolari e muscolari).

Detto ciò, stabilito il programma più accurato al soggetto, è necessario che sia seguito anche da un esperto di fitness per poter svolgere l’attività aerobico-vascolare in massima sicurezza ed efficacia. Mentre, nel trattamento posturologico, il clinico individuerà come detto tramite la valutazione obiettiva, i punti da trattare per la rieducazione posturale da disordine ponderale.
Bisogna tenere presente se il soggetto assuma farmaci, a che ora e se a digiuno o no quando dovrà fare trattamento, così da collimare la chinesiterapia, con l’attività motoria e la dieta appropriata. Obiettivo primario sarà raggiungere un peso forma, un ottimo bilancio dimagrimento/rassodamento muscolare, aumentare la perfusione tissutale periferica, in particolar modo negli arti inferiori e, non per ultimo anzi per primo, lenire eventuali dolenzie muscolo-scheletriche, il tutto in due/tre sedute settimanali per la durata di circa un’ora l’una.

Insomma un mix, un centrifugato di attività, osservazioni e precauzioni utili a migliorare la qualità, la prospettiva e l’aspettativa di vita, condizioni ormai fondamentali per l’essere umano; siamo sempre più proiettati in una vita celere, dai tempi rapidi, sempre ottimizzati, ove il cibo diviene “fast”, la postura diventa “bad” e il tempo per se stessi resta “short”, innescando un circolo vizioso di non ritorno, in particolar modo se i fattori di rischio aumentano (età, peso, fumo, dieta errata).
Pertanto resta valida la raccomandazione del “cura te ipsum”, non intesa come cura medica, ma come personale cura di sé, cerchiamo sempre di curarci della nostra condotta e del nostro stile di vita, integrato e condito da una validissima attività motoria-posturale-cardiovascolare.

Al prossimo super articolo della Rubrica STRONARIEDUCA del Giornale di Chieti.

Dr MARCO STRONA

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