Dopo la pausa estiva torna la rubrica “Tra le righe” con Irma Alleva autrice pugliese, ma abruzzese di adozione. Irma Ha frequentato numerosi corsi di scrittura, ha collaborato come articolista per un magazine on line sul turismo, cura la rubrica Spazio Libri per il Giornale di Montesilvano e scrive articoli per il magazine Interdune. Nell’attesa un giorno di potersi definire una scrittrice, preferisce, per il momento, descriversi come autrice di storie autentiche. God save the Queen è il suo terzo romanzo.
A volte capita a chi scrive di incontrare storie, personaggi, luoghi, emozioni, parole che cercano inchiostro per diventare indelebili e pagine in cui riposare.
Irma Alleva nel suo libro God save the Queen ci racconta una storia vera quella di Diego Regina, musicista abruzzese, frontman dei Regina Queen Tribute, cover band dall’incredibile seguito di pubblico e dall’inequivocabile talento.
Diego, con la sua band, si trova catapultato dai locali di provincia alle luci della ribalta. È una storia di sogni che si realizzano, di felicità che stordiscono, un viaggio in direzione del successo, ma la strada può nascondere insidie, così quello che sembrava essere un percorso lineare si ingarbuglia, si intreccia, si interrompe ed è proprio in quel punto preciso, voluto dal destino, che si inciampa e si cade. E con la caduta ci si rompe, tutto va in frantumi, si spezzano i legami di amicizia, sopraggiunge la solitudine dell’abbandono. Gli applausi sbiadiscono nei silenzi, la luce accecante dei riflettori si spegne. Piomba il buio, quello del coma, quello dell’oblio. Ma God save the Queen è anche la storia di una rinascita. E’ la storia di un uomo tenace che mette in campo tutte le risorse per autoripararsi dopo il danno, un uomo ostinato che resiste e che riesce a riorganizzare positivamente la propria vita.
La musica diventa voce, grido, appiglio per tornare ad esistere e ad intraprendere un nuovo viaggio di passi forse incerti ma più consapevoli.
Tra le righe di un libro si può trovare fantasia e immaginazione ma molto spesso si legge la vita vera, abbiamo chiesto a Irma di raccontarci il suo mondo e la sua scrittura
1) Per iniziare parlaci un po’ di te…
Bene… inizierei col dire che vivo a Treglio, in provincia di Chieti, ho 38 anni e me ne sento una decina in meno ma, nonostante la mia giovane età ho imparato presto che vivere appieno il presente sia la scelta migliore da fare. Amo la natura e gli spazi aperti, appena posso mi concedo escursioni in montagna perché dopo averla percorsa, torno carica di una nuova energia capace di rinfrancare la mia scrittura oltre che il mio animo. Non sopporto le ingiustizie né l’indifferenza, anzi quest’ultima credo sia una delle cose che mi spaventa maggiormente. E quindi ascolto, osservo, mi pongo domande e le faccio agli altri. Infine contrappongo alla mia concretezza, il bisogno di sognare, di pormi obiettivi e anche se molti mi ritengono un’illusa, io rispondo con la determinazione nel perseguire la mia strada, perché… senza sogni che vita sarebbe?!
2) Quando è nata la tua passione per la scrittura…
Da poco ho capito che forse la scrittura stava lavorando di sottecchi prima che io me ne accorgessi. Ho da sempre la propensione verso il mondo delle parole ma scrivere un romanzo (che è il genere che prediligo) è un’altra storia, poi mi occupavo di tutt’altro e il tempo per scrivere era pressoché inesistente. Fino a quando, dopo un evento traumatico della mia vita ho sentito il bisogno di mettere su carta le mie emozioni, in tutte le loro sfaccettature. Mentre le vivevo non avevo la lucidità per poterle raccontare ma una volta passata la tempesta ho dato libero arbitrio a ciò che avevo dentro ed è nato Eppure, restare nel 2017 edito da Presentartsì. Dopo questo primo romanzo, sono arrivati nel giro di due anni Come ciliegina sulla torta e appunto God Save the Queen, entrambi editi da Il Viandante. E ora sono al lavoro sul quarto libro.
3) Com’è nata l’idea di scrivere il tuo libro God Save the Queen?
Come sempre deve accadere quando scelgo di raccontare una storia, ho avuto una fulminazione. Le storie e i personaggi li devo incontrare, devo sentire che abbiamo qualcosa in comune. Ero tra il pubblico di un concerto dei Regina ma Diego non c’era su quel palco, mi è stato raccontato a grandi linee la motivazione della sua assenza e da quel momento esatto, il desiderio di parlare con lui è diventato un tarlo. È nata così! L’ho contattato e c’è stata una corrispondenza di intenti professionali. Forse io e Diego ci stavamo cercando a vicenda o forse ci siamo incontrati nel momento giusto per entrambi.
4) Solo per incuriosire, raccontaci cosa troverà il lettore TRA LE RIGHE di God Save the Queen.
Al di là della storia vera e toccante da cui tutto è partito, scrivendo questo romanzo volevo che il lettore cambiasse insieme ai personaggi che lo abitano ma soprattutto che potesse identificarsi negli stessi. Portarlo in un vortice emotivamente intenso, una potenza che sanno provocare solo le grandi passioni come la musica, l’amore e la resilienza dei sogni.
5) Quanto conta la conoscenza della vita vera quando si racconta? Quanto invece l’immaginazione?
Per quanto mi riguarda vita vera e immaginazione si interscambiano continuamente. Mi piace che ci sia un fondo di vissuto reale, lo trovo sempre molto interessante anche per l’approccio che riesce a scatenare in me che scrivo e soprattutto in chi legge. Ma la vita vera è talmente imprevedibile e policromatica che l’immaginazione, ha di che nutrirsi.
6) Se dovessi scegliere una sola parola per descrivere il tuo libro quale sarebbe?
Tormentato. Come le anime che lo percorrono e che lo rendono pretenzioso.
7) Per finire una curiosità, quali sono i tuoi autori di riferimento e che libro c’è oggi sul tuo comodino?
Mi piace molto la letteratura dell’Ottocento, in particolare le opere di Alessandro Manzoni e Victor Hugo. Dei nostri tempi, Sandro Veronesi, Chiara Gamberale, Antonio Manzini. Sul mio comodino ho solitamente tre/quattro libri, in questo momento ci sono La stanza delle mele di Matteo Righetto, Quattro stagioni per vivere di Mauro Corona e A grandezza naturale di Erri De Luca.
La mia lettura TRA LE RIGHE:
“…Provengo da quella stirpe che onoro ogni giorno con tutto me stesso, al punto da osservare la realtà attraverso il caleidoscopio delle sette note. L’amore, la malinconia, la memoria, la perdita della speranza, la passione passano attraverso l’armonia, sfiorabile chimera, che la musica mi lascia intravedere…”
Buona lettura
Annalisa Giuliani

