Incontri culturali Avis del Lunedì: ospite Maria Grazia Del Fuoco

Lunedì 20 marzo, alle ore 17:30, nell’ambito degli “Incontri culturali del lunedì” toccherà a Maria Grazia Del Fuoco, docente di Storia della Storiografia Medievale nell’Università “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara, raccontarci un frammento della storia della diocesi teatina all’inizio del XIV secolo.
Nel secolo precedente le diocesi dell’Abruzzo hanno subito i risvolti della crisi conseguente lo scontro tra i due poteri, quello politico, rappresentato dall’imperatore, e quello spirituale, rappresentato dal papato. La diocesi teatina, dopo il breve episcopato di Gregorio (1234-1238), è stata gestita fino al 1251 da ignoti procuratori, probos et fideles viros bajulos come vengono definiti in un mandato di Federico II. La scelta dei procuratori per le sedi episcopali vacanti di Chieti e di Penne e per le cariche abbaziali dei monasteri di San Clemente a Casauria e di Santo Stefano in Rivo Maris era stata affidata a Crescio Amalfitanus. Il camerario doveva poi comunicare per licteras l’entità dei proventi che si ricavava annualmente da ognuna delle chiese vacanti. La perdita del controllo sulla sede episcopale, insieme a quella dei proventi rappresentati dalle tasse non riscosse per l’elezione del vescovo, hanno spinto il pontefice a intervenire con nomine episcopali allineati alle posizioni di Roma. Infatti, a succedersi sulla cattedra teatina nella seconda metà del secolo sono tutti personaggi provenienti sia dalla Curia romana sia dalle fila degli Ordini Mendicanti, diventati, in questo caso, funzionali ad imprimere alla chiesa una direzione precisa, quella di una struttura istituzionale centralizzata attorno al ruolo primaziale del papa.
I vertici istituzionali dei Minori e dei Predicatori reagirono prontamente riconoscendo, in questo, una possibilità di intervenire personalmente su un aspetto importante della vita dei frati appartenenti ai due Ordini, controllando le loro nomine, intervenendo sulle scelte dei singoli capitoli diocesani e, in questa fase di forte espansione territoriale, influenzandone anche le strategie insediative.
Questa la situazione della diocesi teatina all’arrivo di Raimondo de Mausaco. In questo groviglio di interessi e di poteri, nel frattempo la corona era passata agli Angioini di Carlo I, il quadro dei diritti e dei proventi della mensa episcopale non dovevano essere molto chiari. Il nuovo vescovo, proveniente dalla Francia, ha voluto quindi avviare una inchiesta finalizzata alla costruzione di un “inventario”, sopravvissuto, purtroppo non in originale, fino a noi.
Maria Grazia Del Fuoco è ricercatrice confermata di Storia Medievale presso l’università degli studi “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara. I suoi interessi di ricerca si rivolgono principalmente su due temi: gli Ordini mendicanti, prevalentemente Frati Minori e Frati Predicatori, e la diocesi teatina, di cui ha cercato di ricostruire la cronotassi episcopale in due recenti pubblicazioni: Per una cronotassi episcopale teatina (secc. V-XII), in «Ingenita curiositas». Studi sull’Italia del Medioevo per Giovanni Vitolo, a cura di Bruno Figliuolo, Rosalba Di Meglio, Antonella Ambrosio, 3 voll. Napoli, Laveglia Carlone, 2018, vol. I, pp. 419-432; Il Duecento in Abruzzo: Diocesi a confronto, “Studi Medievali e Moderni” XXIV, 2(2020), pp. 263- 277.
Il Presidente dell’AVIS comunale di Chieti, Tullio Parlante esprime il suo compiacimento sull’interesse suscitato dagli Incontri culturali AVIS del Lunedì sul pubblico che partecipa sempre più numeroso. A tal fine ringrazia Aurelio Bigi che cura questo ciclo di Incontri che, di fatto, è diventato il Salotto Culturale della città. Ringrazia la prof.ssa Maria Grazia Del Fuoco e, atraverso Lei, il DiLASS (Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali) e la Scuola di Studi umanistici dell’Università G. d’Annunzio che hanno collaborato alla realizzazione di questo ciclo.

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