La situazione emergenziale in cui versano le segreterie scolastiche è ben nota a tutti, anche a coloro che non vivono quotidianamente il mondo della scuola. Progetti, adempimenti burocratici e scadenze amministrative si stanno moltiplicando sempre di più, con relativo appesantimento del carico di lavoro dei Dirigenti, figure di staff, Direttori, ed amministrativi, tecnici ed ausiliari. Non soltanto la quantità del lavoro, ma una normativa in costante evoluzione e, da ultimo, l’introduzione di progetti legati al PNRR impongono agli operatori scolastici un costante impegno alla formazione ed al continuo aggiornamento professionale. Molte scuole, pertanto, secondo quanto consentito dalla normativa sul pubblico impiego, si avvalgono di figure cosidette esperte con il compito di curare la formazione dei dipendenti in vari ambiti, come la didattica e l’attività contabile, fiscale ed amministrativa. E’ quanto portato avanti dall’Istituto comprensivo Manoppello, dove il Dirigente ha emanato un avviso di selezione per il conferimento di un incarico di esperto formatore della segreteria che abbia specifiche competenze in materia giuridica, fiscale ed economica. Questo atto, tuttavia, sta suscitando non poche polemiche tra i DSGA, le figure che sarebbero coinvolte nella procedura di selezione per l’incarico in questione, e numerose segnalazioni sono pervenute in redazione sia riguardo l’anomalia della spesa prevista per la retribuzione dell’incarico, sia per quanto riguarda i criteri di scelta dell’esperto formatore.” Nell’avviso – ci sottolinea un Dsga – è previsto un compenso orario lordo dipendente di € 41,32, ossia € 44,83 omnicomprensivo di IRAP,  per un massimo di 400 ore da svolgersi entro la fine dell’a.s. 2022/23, per un totale di 17.932 euro per 9 mesi e mezzo di consulenza. Circa 1830 euro lordi al mese, di fatto, un importo maggiore di quanto percepisce un DSGA a tempo pieno. Una cifra da non passare inosservata, se consideriamo che è già presente in organico una figura di Direttore Amministrativo, e soprattutto le evidenti difficoltà finanziarie in cui versano le scuole italiane, chiamate a far fronte a sempre più numerose spese per i servizi igienici, didattici e soprattutto di sicurezza sanitaria. E come se non bastasse, davvero curioso quanto emerge dai requisiti che dovrebbe avere l’esperto formatore in questione”. Altri Dsga ci segnalano come al primo punto si legge: “essere o di aver prestato in precedenza un’attività relativa alla figura di Direttore dei servizi generali ed amministrativi presso scuole pubbliche statali secondarie di II grado per almeno 10 anni. Il punto in questione non farebbe notizia – continuano i Dsga che ci hanno scritto – se non fosse che la scuola di Manoppello è un Istituto Comprensivo e, pertanto, non esiste alcuna scuola secondaria di II grado, ma soltanto Infanzia, Primaria e secondaria di 1 grado. Davvero una curiosa “svista” da parte del Dirigente Scolastico, considerando che le attività che si svolgono negli Istituti superiori hanno una loro specificità differente rispetto all’organizzazione degli Istituti comprensivi. Ma si sa.. tutti questi impegni e adempimenti burocratici.. a volte possono fare davvero un brutto scherzo”. Tutto porta a pensare che ci saranno sicuramente dei ricorsi.

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